Notizie dal Ministero dell’Istruzione, 28 aprile 2021 – Piano Estate 2021 –

Notizie dal Ministero dell’Istruzione, 28 aprile 2021

Piano Estate 2021: lingue, musica, sport, digitale, arte, laboratori per le competenze: attività estive rivolte a studentesse e studenti.

Sotto la denominazione di Piano Estate 2021 viene lanciata all’attenzione dell’opinione pubblica la possibilità che nel corso della prossima estate 2021vengano realizzate dalle scuole, (in tutto il paese ed in particolare nelle “aree più fragili”), molteplici attività educative, da articolare in modo complementare ed integrato con quelle organizzate dagli Enti locali e, nel quadro dell’intenzione di promuovere “Patti educativi di comunità”, anche con quelle del Terzo settore. Non appare esplicitamente definita una possibile collaborazione con gli Oratori, ambito consueto di pluriennali attività educative e ricreative estive nei vari territori nazionali, ma non sembrerebbero comunque emergere ragioni d’indifferenza o di contrasto con esse.

Le intenzioni generali. Questa iniziativa viene presentata con due diverse sottolineature. La prima di esse viene collegata  alle difficoltà contingenti: “L’emergenza sanitaria ha inevitabilmente accentuato problematiche preesistenti, ha evidenziato le diseguaglianze e accresciuto le fragilità. Per questo abbiamo voluto un Piano di accompagnamento, un ponte tra quest’anno e il prossimo, un’occasione che consenta a bambini e ragazzi di rafforzare gli apprendimenti e recuperare la socialità”. La seconda sottolineatura si profila invece come una ipotizzabile pre-riforma della scuola, intesa ad attivare “un percorso di trasformazione ed evoluzione del nostro sistema di Istruzione, per dare vita ad una scuola più accogliente, inclusiva, basata su apprendimenti personalizzati, parte integrante del tessuto sociale e territoriale”.

Significatività a lungo termine. Nata da una emergenza e rilanciata come idea generale, (e data per scontata ed acquisita senza alcun dibattito approfondito tanto nell’ambito pubblico, quanto nell’ambito specialistico della Scienza dell’educazione), quest’intenzione pre-riformistica del ministro Bianchi può apparire come l’ennesima proposta di palingenesi scolastica con cui i ministri nell’assumere la funzione attirano l’attenzione sulla significatività della loro presenza. Ricordiamo, ad esempio. gli slogan di vacuo effetto contro le classi pollaio della precedente ministra Azzolina, infine non seguiti dalla sostanziale modifica delle tabelle di calcolo con le quali si formano le classi e con cui l’Amministrazione concede gli insegnanti alle scuole. Ci occupiamo quindi di questa proposta del Piano Estate 2021 solo per quanto riguarda i prossimi mesi.

Le fasi esecutive. Questo Piano per l’estate 2021 prevede tre fasi. La prima fase, in giugno, intende realizzare un “rinforzo” ed un “potenziamento degli apprendimenti attraverso attività laboratoriali, scuola all’aperto, studio di gruppo, da effettuare anche sul territorio, con collaborazioni esterne o con il terzo settore”. La seconda fase è ideata come prevalentemente estiva (luglio e agosto, per recupero della socialità). Essa, con il comunicare suggestivo ed allettante proprio di questi tempi social, implicherebbe una prosecuzione delle “attività di potenziamento degli apprendimenti”, (probabilmente assai ardue nel periodo estivo), peraltro “affiancate più intensamente da attività di aggregazione e socializzazione”, certamente vissute dai giovani interessati come più consone al periodo indicato. La terza fase invece  dovrebbe essere “di vero e proprio avvio del prossimo anno scolastico”. In essa, “proseguiranno le attività di potenziamento delle competenze e di accompagnamento di studentesse e studenti al nuovo inizio”.

 

Le problematiche gestionali. Non si può negare che le intenzioni si presentino bene; purtroppo resta il dubbio che essendo questo piano basato sull’asserzione che “la partecipazione da parte di studentesse e studenti sarà su base volontaria” gli esiti positivi desiderati non saranno di certo omogeneamente distribuiti sul territorio nazionale, né garantiti in tutte le situazioni. Una simile considerazione non implica di certo pensare ad una rinuncia all’iniziativa, ma induce ad una necessaria e realistica valutazione di essa. Un punto di possibile alta criticità va comunque indicato nei mesi di giugno e settembre che incidono più profondamente sulla determinazione dei calendari scolastici. Va infatti considerato che la gestione dei calendari scolastici è stata assegnata da una infausta riforma costituzionale ai Presidenti Regionali e che essi più volte hanno mostrato di agire in questo tempo pandemico con una visione fortemente incoerente rispetto alle valenze educative specifiche delle scuole. Nell’andirivieni delle chiusure-aperture delle scuole ampia è stata l’attenzione ai loro aspetti sostanzialmente baliatici, (ovvero la presenza e sorveglianza dei minori in strutture organizzate, così subordinando la loro aperura e chiusura all’intenzione di consentire agli adulti di accedere alle attività economiche), piuttosto che alle necessità educative e didattiche. Soprattutto la consistenza delle attività formative anticipate al mese di settembre potrebbe reiterare opposizioni più volte emerse per l’incidenza sulle attività turistiche. Appare quindi evidente che questo piano non troverà facile esecuzione, ma di ciò, misurate ed approfondite le reazioni di consenso e/o dissenso che già si intravedono nel dibattito pubblico, se ne potrà riparlare in un contesto più certo.

Per approfondire l’argomento con ulteriori informazioni ed accedere ad ulteriori documentazioni, il link https://www.miur.gov.it/web/guest/-/piano-estate-lingue-musica-sport-digitale-arte-laboratori-per-le-competenze-via-libera-a-un-pacchetto-da-510-milioni-per-le-attivita-rivolte-a-student

 

(A cura di Angelo Luppi)